Casa Sonu, la vecchia casa ligure dove il nuovo quasi scompare Vacanze Italiane

A Casa Sonu la ristrutturazione effettuata dell’Arch SImon Filler con la collaborazione di Sandra Tuchscherer, si nota soprattutto per quello che non fa. Non cancella i segni del tempo, non ricopre le murature antiche e non riempie gli ambienti di arredi. Al contrario, lascia che siano la pietra, gli archi, le volte e il legno a raccontare la casa.

Siamo a Montegrazie, nell’entroterra di Imperia, in una vecchia abitazione di paese recuperata con un approccio essenziale. Il progetto conserva il carattere originario dell’edificio, mentre gli interventi contemporanei rimangono volutamente discreti. Così il nuovo quasi scompare e l’architettura torna in primo piano.

La zona pranzo è uno degli ambienti che raccontano meglio questa scelta. Il grande tavolo in legno, le sedie nere e una vecchia scaffalatura convivono con il pavimento a marmette geometriche. Poco più in là, un grande arco introduce la cucina. Anche qui il legno domina, con ante materiche e imperfette che sembrano appartenere alla casa da sempre.

Non tutto, però, è affidato agli arredi. Molte funzioni vengono assorbite direttamente dalle pareti. Nicchie, mensole, vani e sedute in muratura riducono il numero di mobili e rendono gli spazi più continui. È una soluzione semplice, ma particolarmente efficace nelle case antiche, dove ogni aggiunta rischia di competere con l’architettura esistente.

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Nelle camere il contrasto diventa ancora più evidente. Il bianco avvolge pareti, tessuti e grandi superfici, mentre la pietra e le travi rimangono a vista. Porte e finestre in ferro nero introducono invece un segno contemporaneo molto netto. Bastano pochi elementi per creare un equilibrio tra parti nuove e preesistenze.

Anche il bagno segue la stessa logica. Il cemento disegna lavabo, piano e doccia quasi come un unico volume costruito. Le forme sono essenziali, mentre archi e volte mantengono la memoria dell’edificio. Non c’è volontà di decorare: sono i materiali e le proporzioni a definire lo spazio.

Casa Sonu si sviluppa verticalmente e le scale diventano parte del racconto. Piccole finestre incorniciano scorci del borgo e delle colline, mentre i passaggi tra un piano e l’altro conservano dimensioni e geometrie irregolari. Sono proprio queste imperfezioni a rendere interessante la casa.

All’esterno, infine, un piccolo giardino mediterraneo porta la stessa semplicità degli interni. Pietra, agrumi, vegetazione spontanea, un tavolo rotondo e poche sedie sono sufficienti per creare uno spazio raccolto e protetto.

La lezione più interessante di Casa Sonu è forse proprio questa: ristrutturare non significa necessariamente aggiungere. A volte il progetto migliore è quello capace di fare un passo indietro e lasciare che sia la casa a parlare.

Source: vecchisassi.com

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